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Desertec: quanto ne ho capito finora

Ho cercato di capirne un po’ di più. Questo è quello che ne ho essenzialmente tratto finora.

Partiamo dall’attualità: la Süddeutsche Zeitung annuncia che il 13 luglio i rappresentanti di 20 aziende tedesche, tra cui Deutsche Bank, Rück, Siemens e RWE si incontreranno a Monaco per fondare Desertec, un consorzio per la produzione di energia elettrica nel deserto a partire dalla concentrazione di energia solare (CSP, Concentrating Solar Power) quale fonte di energia, un sistema applicato a livello commerciale in California fin dalla metà degli anni ‘80. I costi sono enormi: 400 miliardi di euro fino al 2050. I profitti, in prospettiva, sono anch’essi enormi: quasi duemila miliardi fino al 2050, 240000 nuovi posti di lavoro in Germania, 600000 a livello mondiale.

Il progetto è sostenuto tra gli altri dal Ministro dell’Ambiente tedesco, dalla SPD e dai Verdi tedeschi, dall’Associazione dei Fisici Tedeschi e da Greenpeace, che ha chiesto alla Merkel di sottoporre il tema al prossimo G8. Vedremo se lo farà. Secondo Greenpeace il potenziale di energia sarebbe gigantesco: entro il 2050 potrebbero essere costruite centrali solari della capacità complessiva di 1500 gigawatt che potrebbero produrre annualmente 7800 terawattora di energia elettrica pulita, pari a tre volte quella attualmente prodotta da tutte le centrali nucleari del mondo. Siccome le centrali termiche solari sostituirebbero prima di tutto le centrali a carbone, il risparmio annuale di CO2 potrebbe salire fino a 4,7 miliardi di tonnellate entro il 2050. La presentazione di un recente studio di Greenpeace si trova qui.

Tra il 2004 e il 2006 tre studi di fattibilità, consultabili qui, sono stati commissionati dal Ministero dell’Ambiente tedesco al Centro Aerospaziale Tedesco, che li ha svolti in cooperazione con società del bacino del Mediterraneo, coinvolgendo Marocco, Algeria, Libia, Egitto, Yemen, Bahrein, Palestina e Giordania.

Il primo, MED-CSP, è uno studio dedicato alla fornitura di elettricità e acqua nelle regioni del Mediterraneo, dalla Spagna all’Arabia Saudita.

Il secondo, TRANS-CSP, è stato focalizzato sulla interconnessione della rete elettrica di Europa, Medio Oriente e Nord Africa (EUMENA) allo scopo di fornire circa il 15 % del fabbisogno di elettricità europeo da importazione di energia solare dal sud entro il 2050.

Il terzo, AQUA-CSP, è dedicato allo studio della potenzialità di concentrare energia termica solare per la desalinizzazione dell’acqua marina nel Medio Oriente e in Nord Africa.

Cui prodest?

A quanto pare, a tutti: giova all’Europa, grazie all’importazione di elettricità e idrogeno puliti e a basso prezzo, alla creazione di nuovi posti di lavoro per l’esportazione di tecnologie e macchinari, alla diversificazione delle fonti di energia, giova ai Paesi del Medio Oriente e dell’Africa del Nord, grazie alla produzione di acqua desalinizzata dal mare e alla vendita di elettricità e idrogeno e, non da ultimo, attraverso la riduzione di emissioni di CO2, giova all’ambiente.

A proposito di acqua desalinizzata, la proposta di Desertec per Gaza è questa e a me sembra molto interessante.

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